La scrittura è figlia della libertà (perchè ho aperto un blog)

Buongiorno cari Lettori,

con questo articolo  voglio parlarvi della mia intenzione di aprire un blog vero e proprio, il cui scopo principale è quello di continuare a tenere un filo diretto con voi e vuole raccontare meglio alcuni argomenti di carattere per lo più esistenziale.

Negli ultimi tempi ho trovato un po’ stancante e (non vogliatemene perché non è assolutamente colpa vostra) un po’ deludente l’attività di condivisione su Instagram e su Facebook dei miei pensieri. Questo per il semplice fatto che condividere un post (anche con descrizione) mi sembra troppo superficiale, troppo soggetto ad un meccanismo di visualizzazioni che trovo addirittura un po’ perverso. Avrete sicuramente letto, navigando su Internet, di quanto sia importante seguire le regole dei social per apparire in più bacheche possibili: condividere in determinati orari, avere molti commenti, avere molti post salvati ecce cc. Tutto questo secondo me va a discapito della qualità e premia solamente chi ha molto tempo da dedicare al social network. Io, che mi conosco abbastanza bene, e, sapendo e considerando questa come una violazione della mia libertà personale(mi troverei costretto a pubblicare solamente in determinati orari e solamente quello che è più condivisibile), temo di poter arrivare facilmente alla noia e alla successiva mancanza di interesse nella condivisione dei miei scritti.

Ci tengo a voi, e per ringraziarvi  per avermi sostenuto negli anni e per continuare a farlo con l’uscita di “Ricordati di splendere”, mi sembra doveroso parlarvi un po’ meglio di me, di quello che penso, di quello che vedo del mondo che ci circonda ed anche di noi stessi. Per me non è facile farlo sotto una ipotetica costrizione perché appunto il risultato sarebbe molto scadente e comporterebbe anche uno spreco notevole di energie che potrebbero benissimo essere riversate in altre opere (come ad esempio la scrittura di un nuovo libro). Personalmente ritengo che la scrittura, come ogni forma d’arte, sia necessariamente e obbligatoriamente (perdonate il paradosso) figlia della libertà. Scrivo quando voglio, come voglio e soprattutto se voglio. Non è un eccesso di megalomania per carità, però penso sia proprio quella la chiave del successo: la spontaneità. E vorrei applicare questa regola anche con la promozione dei miei libri e del pensiero che racchiudono.

Di tutto questo ve ne parlerò nel blog; ci saranno degli approfondimenti di argomenti già trattati nei libri ma che troveranno nuove forme di espressione e di esplicazione, come delle piccole interviste che faccio a me stesso, cercando di arrivare come sempre, tramite le parole, alle vostre anime. E’ un’opera questa che ovviamente un po’ mi spaventa, perché, se da una parte temo di fallire nell’impresa (paura ovviamente accettabile e condivisibile in quanto resta sempre un mistero come sia possibile instaurare un rapporto magico e così intimo tra autore e lettore), dall’altra mi spinge a dare il meglio di me in quanto sono consapevole dell’effetto che possono fare le parole, della loro importanza nella vita e nella formazione di qualsiasi persona abbia la voglia e la fiducia di leggerle.

Mi auguro che vi faccia piacere questa mia scelta, che non prevede nessuna rinuncia (sarò ancora sui social e risponderò a tutti i vostri messaggi), ma che penso sia doverosa nei miei e nei vostri confronti.

Vi invito a leggere gli articoli (verranno pubblicati senza regolarità) e tratteranno le tematiche più ricorrenti e interessanti che stanno emergendo nelle molte interviste che sto facendo per promuovere il mio nuovo romanzo.

Voi avrete sempre carta bianca, sarà anche questa un’esperienza interattiva; quindi potete chiedermi tutto ciò che volete, anche di trattare un argomento specifico sul quale volete avere delle spiegazioni maggiori e ulteriori approfondimenti.

Ci tengo a sottolineare che questo non è il blog di un filosofo, uno psicologo, un professore o qualsiasi altra professione possa essere assimilato; è semplicemente il blog di uno scrittore che parla di quello che sente e cerca di dare la propria visione del mondo che lo circonda, a volte sbagliando, a volte no.

 

Marco Polani